Mammografia e tomosintesi a confronto: molte donne si chiedono quale sia la differenza al momento di prenotare un esame senologico. In realtà, non si tratta di due esami diversi, ma di due modalità complementari di studio della mammella, che si differenziano per il livello di dettaglio e la tecnologia impiegata.
In questo articolo, la Dottoressa Maria Luisa De Cicco, specialista in Radiologia, spiega come funzionano la mammografia e la tomosintesi, in cosa si distinguono e perché la seconda rappresenta oggi un’evoluzione importante nella diagnosi precoce del tumore al seno.
Cos’è la mammografia
La mammografia è un esame radiologico che utilizza raggi X a basso dosaggio per studiare la morfologia e la struttura interna della mammella.
È considerato l’esame di riferimento per la prevenzione e la diagnosi precoce del tumore al seno, perché consente di identificare microcalcificazioni o lesioni sospette anche in assenza di sintomi.
Tuttavia, la mammografia tradizionale fornisce immagini bidimensionali della mammella, quindi una visione panoramica complessiva. In alcune situazioni — ad esempio nei seni densi o con aree fibrose — la sovrapposizione dei tessuti può rendere più difficile individuare piccole lesioni nascoste.
Cos’è la tomosintesi
La tomosintesi è una tecnologia avanzata di mammografia tridimensionale, disponibile solo su apparecchiature di ultima generazione. A differenza della mammografia tradizionale, la tomosintesi acquisisce più immagini a diverse angolazioni, che vengono poi ricostruite digitalmente per ottenere una visione stratificata della mammella, con sezioni distanziate di pochi millimetri.
Questo approccio consente di:
- ridurre la sovrapposizione dei tessuti;
- migliorare la visibilità delle aree profonde o dense;
- individuare lesioni di piccole dimensioni non rilevabili con la sola mammografia bidimensionale;
- aumentare l’accuratezza diagnostica e ridurre il numero di richiami inutili.
In altre parole, la tomosintesi non sostituisce la mammografia, ma ne potenzia le capacità diagnostiche, offrendo un livello di precisione molto più elevato.
Tomosintesi e mammografia a confronto: le differenze
La differenza tra mammografia tradizionale e tomosintesi risiede principalmente nel tipo di immagine ottenuta e nel livello di dettaglio diagnostico.
La mammografia fornisce una visione bidimensionale della mammella, utile per uno studio generale del tessuto, ma in alcuni casi — soprattutto nei seni densi o fibrosi — la sovrapposizione dei piani può rendere più difficile individuare piccole lesioni.
La tomosintesi, invece, acquisisce immagini tridimensionali a strati, con sezioni distanziate di pochi millimetri. Questo consente al radiologo di analizzare la mammella in modo più preciso, riducendo le aree di sovrapposizione e migliorando la capacità di individuare lesioni anche molto piccole o nascoste.
Dal punto di vista tecnico, la mammografia utilizza apparecchiature standard, mentre la tomosintesi richiede strumentazioni digitali di ultima generazione.
La durata dell’esame è solo di pochi minuti più lunga rispetto alla mammografia tradizionale, ma il livello di accuratezza diagnostica è nettamente superiore.
In sintesi, la mammografia rappresenta l’esame di screening di base, mentre la tomosintesi è una versione più evoluta e dettagliata dello stesso esame, ideale per approfondire eventuali dubbi diagnostici e per migliorare la diagnosi precoce del tumore al seno.
Quando eseguire la tomosintesi
La tomosintesi è particolarmente utile:
- nei seni densi o fibrosi, dove i tessuti possono nascondere piccole formazioni;
- in caso di mammografia dubbia o non conclusiva;
- per monitorare nel tempo noduli già noti;
- come parte della mammografia di screening evoluta, nei centri dotati della tecnologia più moderna.
In molti casi, oggi gli esami vengono eseguiti in combinazione, integrando mammografia tradizionale e tomosintesi per una valutazione completa.
Perché scegliere apparecchiature di ultima generazione
Prima di eseguire una mammografia, è importante verificare che il centro diagnostico sia dotato di un apparecchio digitale con funzione di tomosintesi.
Questa tecnologia consente di ottenere immagini ad alta risoluzione con dosi di radiazioni minime, migliorando la qualità diagnostica senza aumentare il rischio per la paziente.
Un esame condotto con strumentazione di nuova generazione può fare la differenza nel riconoscere lesioni molto piccole e nel diagnosticare precocemente tumori al seno in fase iniziale, quando le possibilità di cura sono più alte.
Tomosintesi e mammografia a confronto
Nel video la Dott.ssa Maria Luisa De Cicco, Specializzata in Radiologia Clinica e Interventistica
Centri a Roma per Tomosintesi e Mammografia
La Dott.ssa Maria Luisa De Cicco esegue la Tomosintesi e Mammografia a Roma presso strutture sanitarie dotate di apparecchiature di ultima generazione. In molti casi i tempi di attesa sono ridotti e la refertazione è rapida.
Per ottenere il massimo da questo esame, è importante affidarsi a professionisti esperti, in grado di offrire un percorso diagnostico completo, dalla valutazione clinica alla refertazione specialistica.
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